08/05/2012
il gioco dell'impiccato
(dietro suggerimento di Aliosha)
Un povero cristo di agente immobiliare si appende all'albero più vicino, come Giuda Iscariota, e le maestre che fanno?
Pensano bene di nascondere la vista ai poveri innocenti fanciulli.
Infatti se il marcio puzza è bene naconderlo sottoterra, o sotto la buccia.
Se però gli impiccati sono fantocci della trans-avanguardia, è d'obbligo una visita di d(istruzione) per capire l'evoluzione dell'arte contemporanea.
i vecchi sono belli e luminosi nel mulino bianco-pubblicità progresso, ma nei lager di riposo quando si lamentano o ti guardano con quella faccia crocefissa non c'è nessun giovane.
Un'intera generazione abituata al lindo, al pulito, al disinfettato si auto-immunizza per inconsapevole reazione del corpo che schifa l'ipocrisia.
Analogamente la violenza finisce purulentemente nei videogiochi o nell'alcova.
Quando però la gente si ucciderà in diretta sarà un buuum di ascolti in quanto, per le circostanze e la crisi, è talmente cool.
Allora fate vedere tutto il male che esce dal cuore dell'uomo, e non nascondetelo. Almeno quel male è un prodotto degli eventi e della legge di causalità, non è show-biz. Si può così cercare di cogliere il dramma della solitudine, della lontananza da (di) Dio, delle conseguenze del crollo della civiltà del benessere nel micro (e macro) mondo.
Mi raccomando, quando poi piangono, date loro la diecimila lire, e dite "...compratevi quello che volete".
Tanto quando sarete in lager di riposo si scorderanno delle merendine, diranno che era un gioco.
10:40 Scritto da: karnevil1 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: crisi, suicidi, violenza, ipocrisia, nascondere, male | OKNOtizie |
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02/05/2012
profezie: morte a venezia
Sotto le ali della morte il mondo viaggia imperituro,
sotto i mantelli cromatici si acconcia l'uomo venturo.
le beffe che sapienza solitaria intreccia,
le parche rammendano e filano finché tossica
si conficca la freccia sul far del futuro.
L'era parossistica volge al crepuscolo,
e volta una sbozzato l'omuncolo,
il cavaliere verde lancerà l'anatema,
i pesi sanciran la sentenza,
e i nudi palpitanti cuori,
rotanti balzeran dai piramidali templi
in onor della scienza:
ma nè artifizio, né schema
potran nascondere misfatti e furori.
E tutto ciò che è caduco e corrotto,
svelando gli untori,
fosforoso dissolverà i sulforei umori.
15:39 Scritto da: karnevil1 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: profezie, morte, giudizio, scienza, apocalisse, mantelli, cavalieri, bilancia | OKNOtizie |
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16/02/2012
TAO 67 le tre cose preziose
LXVII - LE TRE COSE PREZIOSE
Tutti al mondo dicono che il mio Tao è grande ma che sembra non esser simile a nulla.
Proprio perché è grande sembra che non sia simile a nulla, se fosse simile a qualcosa l'impaccerebbe la sua piccolezza.
Io ho tre cose preziose che mi tengo ben strette e custodisco:
la prima è la misericordia,
la seconda è la parsimonia,
la terza è il non ardire d'esser primo nel mondo.
Sono misericordioso e perciò posso essere intrepido,
sono parsimonioso e perciò posso essere generoso,
non ardisco d'esser primo nel mondo
e perciò posso esser capo degli strumenti perfetti.
Oggi si è intrepidi trascurando la misericordia,
si è generosi trascurando la parsimonia,
si è primi trascurando di posporsi.
È la morte!
Chi è misericordioso
nel guerreggiare è vittorioso,
nel difendere è saldo.
Quei che il cielo vuol salvare
facendolo misericordioso lo preserva.
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Vangelo: Mt 9,10-13
Dal Vangelo secondo Matteo
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
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MARCO 10,43-45
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
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Dal Vangelo secondo Matteo (25, 14-15.19-21)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”».
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Vangelo: Lc 16,1-13
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti.
11:55 Scritto da: karnevil1 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: tao, taoismo, parsimonia, misericordia, sacrifici, primi, ultimi, mondo | OKNOtizie |
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